I SANTUARI MARIANI

ESTRATTO DAL LIBRO ‘CUORE IMMACOLATO DI MARIA VIA A DIO’ DEL BEATO GABRIELE M. ALLEGRA

Per comprendere il concetto di santuario nella Religione rivelata, bisogna risalire al ‘Vecchio Testamento.

1. Santuari nell’ Antico Testamento

Ora, secondo questo, nei primi tempi, se non l’unico, certo il santuario più importante, fu sempre quello ove trovavasi l’Arca dell’Alleanza, che, nel deserto, posava in mezzo all’accampamento del Popolo di Dio e quindi, passato il Giordano, risiedeva a Gilgala e poi a Bethel, Silo; e, dopo che gli Israeliti l’ebbero ripresa dalle mani dei Filistei; nella Città di David e Iinalrnente nel Tempio, che Salomone aveva costruito sul Sion, conforme ai desideri e i piani del padre suo, David. La santità dell’Arca era superiore a quella di tutti ‘gli altri luoghi di culto, come: altari, stele, alture’ … , giacché in essa non si era solo una volta, o solo saltuariamente, manifestato il Signore, ma erano in essa permanentemente presenti la gloria e la virtù del Signore; o come sta scritto altrove con semplice e vigorosa frase nei Santi Libri: «stava in essa il Nome del Signore in perpetuo ». Quando, durante la peregrinazione attraverso il deserto, l’Arca si muoveva, Mosè diceva: « Alzati, Signore; i tuoi nemici siano dispersi; dalla tua faccia fuggano quelli che ti odiano »! E quando si fermava, diceva: « Ritorna, o Signore, tra le moltitudini delle mi- -gliaia di Israele» (Num. lO, 35-36). Invocazione che confessa la virtù o potenza di Dio, anzi la sua presenza In mezzo al popolo eletto! L’Arca, secondo san Paolo, coperta d’oro su tutti i lati, conteneva un’urna cl’ oro piena di manna, e la verga di Aronne che aveva fiorito e le tavole del Patto; inoltre, al di sopra di essa, vi erano i Cherubini della gloria, che facevano ombra al propiziatorio (Ebr. 9, 4-5). L’Arca insomma era un riassunto della Rivelazione del Vecchio Testamento e, al tempo stesso, il pegno e la figura dei beni più grandi del Nuovo; o, più semplicemente, era il tipo della Chiesa del Messia e della Madre della Chiesa del Messia. Invero, se consideriamo le’ surriferite parole di san Paolo, non si trova nelle pagine di tutto 1’An- tico Testamento un simbolo più adatto a significare la Chiesa e la Madre della Chiesa. In questo simbolo si cela e si svela la mutua misteriosa rela- zione, direi quasi: la mistica identità, che esiste tra la Chiesa e la Madre della Chiesa; mistica identità, ben percepita da san Giovanni nell’Apocalisse, il quale, p-rima di contemplare il prodigio grandioso della Donna vestita di sole, vide aprirsi il Tempio di Dio in cielo e apparire l’Arca del suo Testamento (Ap. Il, 19 -12, 17) C’erano dunque in mezzo al popolo di Dio dell’Antica Alleanza altari, santuari, cippi, alture e altri luoghi sacri, ma il santuario per eccellenza, il più eccelso e il più santo, era quello che conteneva l’Arca. E quando questa, dopo la distruzione del Tempio, ad opera delle armate di Nabuchodonosor (586 a. C.), si perdette, nel novello Tempio, restaurato per lo zelo di Aggeo, di Zaccaria, di Zorobabel e del Sommo Sacerdote Giosuè, si volle tuttavia conservare un luogo simbolico, a ricordo perenne del posto occu- pato dall’ Arca, in attesa che la vera Arca di Dio ve- nisse, portando il Promesso. Alcuni Rabbini ed alcuni Esegeti cristiani pensano che l’Arca, simbolo sensibile e sacro della presenza di Dio, conferiva qualcosa della sua santità, non solo a tutto il Tempio e ai vasi sacri in esso con- tenuti, ma anche agli altri luoghi sacri, ‘Sparsi in mez- zo ad Israele, fra i quali, dopo l’esilio babilonese, primeggiavano le sinagoghe, che sorsero rigogliosamente, vuoi nella terra santa dei Padri, vuoi fuori di essa, in mezzo alla diaspora giudaica. Un altro simbolo, tanto caro ai Padri della Chiesa, è la Scala di Bethel, piena di celesti messaggeri. Secondo detta visione di Giacobbe, Maria è la scala poggiata sulla terra, ma la cui cima tocca il cielo, per la quale ascendono e discendono gli An- geli di Dio (Gen. 28, Il); visione, spiegata nel suo profondo significato dallo stesso Divin Maestro, che la riferì al mistero dell’Incarnazione dicendo: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli Angeli di Dio salire e scendere sul Figlio del- Ì’uorno » (Gv. 1, 51).

2.Santuari nel Nuovo Testamento 

Queste considerazioni giovano assai a comprendere la natura, l’unità e la varietà dei Santuari del Nuovo Testamento.Invero il culto in ispirito e verità del Nuovo Te- stamento (Gv. 4, 21-24) non abolisce gli elementi esteriori del cuI to; e il Signore Gesù medesimo ce lo fece comprendere quando ordinò ai suoi Apostoli di ripetere il rito sacrificale, sensibile della sua Eu- carestia; rito che i fedeli osservarono scrupolosa- mente dopo la di Lui Ascensione al cielo, e che esi- ge dei luoghi a ciò destinati, la ripetizione delle parole sacre, dei gesti insomma e delle cerimonie, che – pur cambiando negli elementi secondari, se- condo i tempi e i luoghi – nella loro sostanza si. sono tramandati sino ad oggi e continueranno a tramandarsi sino alla seconda venuta del Signore. D’altra parte il culto divino, in altri termini, la sacra Liturgia, nel suo senso più ampio che comprende: azioni, parole, luoghi e tempi sacri  non è solo un’esigenza della natura umana, ma è pure un’esigenza del mistero dell’Incarnazione, per il qua- le mistero Dio si fece uomo e si attendò in mezzo a noi e apparve nostro fratello, uomo tra gli uomini: l’Emmanuele, pieno di grazia e di verità. Perciò nel Nuovo Testamento, come nell’Antico, dovunque il Signore manifesta la sua bontà, dovun- que rivela il suo Nome, lì sorgono altari e santuari che commemorano la sua onnipotenza e la sua misericordia. Certo il mondo intero è santo, perché creato da Dio, il Santissimo, e perché consacrato dall’Incar- nazione del Verbo, dalla sua vita, dalla sua santificante operazione, attuata in esso per la mediazione della Chiesa; pur nondimeno, Dio, accomodandosi alle esigenze e alla debolezza dell’umana natura (s. Giov. Crisostorno), continua ad attuare l’economia dell’Incarnazione: «Ecco, io sarò con voi sino alla fine dei secoli» manifestando la sua potenza e la sua benignità, specialmente mediante la Madre del Salvatore, Maria Santissima, «in una. parte più e meno altrove ». Che la Madre del Signore sia al centro e sia l’organo principale, di cui si serve Dio, il Buonissimo, per soccorrere i suoi figli gli uomini, peregrinanti ancora attraverso il deserto di questa terra verso la Città di Dio’, verso la Patria beata  non può destare meraviglia qualora si consideri che il Verbo apparve pieno di grazia e verità a noi uomini, per- ché la Vergine Maria disse il suo « sì » umile e generoso, semplice e potente. In Maria e per Maria, la Madre dell’Emmanuele, Dio si è incontrato con l’umanità; in Lei si avverò pienamente la parola che l’Altissimo aveva detto dell’Arca: « Porrai il propiziatorio nella parte su- periore dell’Arca e depositerai dentro l’Arca la te- stimonianza che io ti darò: è là che io mi incon- trerò con te; è al di sopra del propiziatorio, fra i due Cherubini, posti sovra l’Arca della Testimo- nianza, che io parlerò con te, per comunicarti tutti gli ordini destinati ai figli d’Israele» (Es. 25,21-22).

Ogni Santuario di Maria è il luogo sacro, dove Dio s’incontra con gli uomini: è la misteriosa scala, per la quale scendono i doni del Padre ai suoi figli, e per la quale a Lui salgono i desideri, i voti, le suppliche dei figli al Padre-Dio.

3. Santuari mariani nella storia e nella vita della Chiesa

Quanto ho concisamente detto vorrebbe indicare la base dottrinale riguardante i Santuari della Chie- sa del Nuovo Testamento e specialmente i Santuari Mariani. La loro origine storica però, pur lasciando intatto il principio teologico di sopra accennato, richiede che li distinguiamo e Iidescriviamo, col Moroni (Di- zionario di storia e di erudizione ecclesiastica) ed altri, in «Chiese e luoghi di generale devozione, per i misteri che vi si operarono… per altre celebri memorie, per le san te immagini e le reliquie che vi si venerano … , per la frequenza dei pellegrinaggi… ». Dopo aver letta la storia di non pochi Santuari Mariani, a scopo di chiarezza, proporrei la seguente divisione che, come penso, integra ed evidenzia quella del Moroni, ci sono innanzitutto i Santuari storici, quali sono i Luoghi Santi della terra di Israele, che ricordano i grandi misteri del Signore Gesù e della sua Santa Madre, ivi operatisi. Tali in Palestina sona i Santuari di Nazareth, Bethlem, del Tempio di Gerusalemme dove, sino all’occupazione islamica, c’era la Basilica della Vergine Santissima, il Cenacolo). il Calvario, il Monte degli olivi, il posto della Dormi- zione e susseguente Assunzione della Madre di Dio. E certo nessun altro Santuario può sorpassare questi in dignità o sacralità. Altri Santuari sono nati per apparizioni famose e per essere diventati sorgenti di vita eterna per un numero stragrande di anime; tali, per esempio, Notre Dame de la Prouille, Nostra Signora di Guadalupe (Messico), Nostra Signora della Guardia, la Cappella di Rue de Bae, celebre per la Medaglia miracolosa, la Salette, Lourdes, Pontamain, Beauring, Banneaux… e finalmente quello legato alla gloriosa apparizione della Madonna di Fatima.Altri Santuari sono sovente nati per espresso volere della Vergine Benedetta, attorno a qualche Immagine o Statua miracolosa della Medesima, come quelli di Walsingham, Werl, Alttoeting, Montserrat, l’Ausiliatrice di Torino, Pompei, Siracusa. Ci sono ancora dei Santuari sorti per custodire qualche insigne reliquia della Madonna, quale era quello di Blacherne a Costantinopoli, e quale è quello di Loreto che, nonostante le accanite discussioni dei critici sulla sua origine, rimane tuttavia uno fra i luoghi mariani più santi di quanti ne esistono al mondo. Finalmente ci sono dei Santuari consacrati alla venerazione di uno speciale mistero della Vergine, sorti per inziativa di grandi servi di Maria, e quindi, dal punto di vista storico, si potrebbe dire, sorti per iniziativa umana, ma che pure sono accettissimi al Signore e alla Vergine Benedetta, che dimostrano il loro compiacimento trasformandoli in oasi di pace e di preghiera, in sorgenti di grazia, in cenacoli di carità. A questa categoria appartengono il Santuario di Pompei, centro propulsore della devozione al Rosario in Italia, quello di Mascalucia (Catania), dedito alla propagazione del culto alla Madre Addolorata in Sicilia e quello di Nostra Signora del Sacro Cuore a Roma, che concentra le energie spirituali di tante anime giuste, le quali intendono zelare la gloria dei Sacratissimi Cuori di Gesù e di Maria.

 

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